I superfood sono alimenti particolarmente ricchi di nutrienti, con alte concentrazioni di vitamine, minerali, antiossidanti, fibre e grassi sani, in grado di apportare benefici all’organismo se inseriti in un regime dietetico equilibrato. Dal punto di vista scientifico, però, non esiste una definizione ufficiale e si parla semplicemente di cibi con un’elevata concentrazione di sostanze benefiche, potenzialmente utili per la salute, il benessere personale e la prevenzione di disturbi e malattie.

Superfood: cosa sono veramente?
L’origine del termine superfood non è legata a studi scientifici o nutrizionali formali. Risale agli inizi del XX secolo, durante la Prima Guerra Mondiale, quando la United Fruit Company lanciò un’entusiasmante campagna pubblicitaria per promuovere la sua principale importazione: la banana. L’azienda ne esaltava la praticità nella vita quotidiana: un frutto economico, nutriente, facilmente digeribile, disponibile ovunque, buono sia crudo che cotto, e avvolto da una buccia “a prova di germi”.
La pubblicazione di alcuni opuscoli informativi, tra cui “Points About Bananas” e “The Food Value of the Banana”, aumentò l’interesse del pubblico. In particolare, in quest’ultimo, pubblicato nel 1918 su The Scientific Monthly, il microbiologo e chimico alimentare Samuel C. Prescott definì la banana un “alimento di eccezionale valore”. Ne elogiava la buccia spessa, che protegge la parte commestibile da batteri e muffe, e suggeriva di consumarla nei cereali a colazione, in un’insalata o persino fritta a cena. Un esempio perfetto della sua versatilità, un frutto semplice, ma a tutti gli effetti super.
Come la banana è diventata il primo superfood della storia
La popolarità del termine superfood raggiunse l’apice dopo che medici e ricercatori iniziarono a promuovere sulle riviste scientifiche una dieta a base di banane per trattare disturbi come il diabete e la celiachia. L’American Medical Association sosteneva, ad esempio, che se consumata regolarmente da un bambino, la banana avrebbe potuto fornire sollievo dalla celiachia o l’avrebbe addirittura curata. Allora, non era ancora stato scoperto che la vera causa della malattia fosse, in realtà, il glutine.
Le banane divennero in poco tempo un simbolo di salute, le madri ne fecero un alimento base per i loro figli affetti da celiachia e la United Fruit Company sfruttò il momento inserendo i presunti benefici di questo frutto nei materiali pubblicitari. Anche la stampa contribuì con titoli sensazionalistici, alimentando la moda delle diete a base di banana.
Superfood moderni: quali sono e cosa li rende speciali?
I superfood, in sostanza, possono essere definiti una categoria di alimenti salutari, ma non tutti gli alimenti salutari sono superfood. Se ti stai chiedendo quali alimenti oggi sono considerati dei superfood, ti faccio qualche esempio pratico:
- Avocado: Ricco di grassi buoni e vitamine.
- Quinoa: Fonte di proteine completa, ideale per i vegetariani.
- Bacche di goji: Antiossidanti potenti, ma forse più pubblicizzate che miracolose.
- Curcuma: Effetti antinfiammatori dimostrati, ma da assumere con pepe nero per migliorarne l’assorbimento;
- Spirulina: Proteine e minerali, ma… dal gusto un po’ “particolare”.
La verità è che i superfood possono essere senz’altro un’aggiunta interessante alla dieta, ma non sono indispensabili. Spesso hanno equivalenti più accessibili e meno costosi. La spirulina, ad esempio, è ricca di ferro, ma lo sono anche i ceci e le lenticchie; le bacche di goji sono dei potenti antiossidanti, ma lo sono anche i mirtilli e l’uva nera; l’olio di cocco è trendy, ma il nostroolio extravergine d’oliva è un superfood a tutti gli effetti, fin troppo spesso sottovalutato.
I rischi del marketing aggressivo
La differenza con il passato è che, nel XXI secolo, le informazioni viaggiano veloci e, con loro, anche le mode. I social, la stampa popolare e le campagne pubblicitarie delle industrie alimentari hanno trasformato i superfood in fenomeni virali. Ogni mese spunta un nuovo alimento miracoloso, pronto a rivoluzionare le nostre abitudini, ma se è vero che non tutti gli alimenti salutari sono superfood è anche vero che molti super alimenti sono tali anche per chi li vende. I nutrienti che cerchiamo in questi prodotti costosi, infatti, spesso sono già presenti neilegumi, nelle verdure di stagione o nei frutti che mangiamo e abbiamo sempre mangiato.
Servono davvero i superalimenti?
I superfood non sono una truffa, ma nemmeno la soluzione a tutto. Possono essere utili, interessanti, curiosi da scoprire, ma non possono compensare un’alimentazione squilibrata. Mangiare bacche di goji, per esempio, non serve a nulla se poi si passa la giornata intera a divorare junk food. Un contorno di verdure è molto più sano di un piatto di patatine fritte, così come un filetto di salmone è molto più sano di un cheeseburger. Mangiare sano non significa inseguire la moda del momento, ma imparare a fare scelte consapevoli. A volte, il superpotere non sta nel cibo, ma in chi lo sceglie con criterio.
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo sono a scopo informativo e divulgativo. Non intendono in alcun modo sostituire il parere medico, la diagnosi o il trattamento di un professionista qualificato. Per qualsiasi dubbio o condizione specifica di salute, si consiglia di consultare il proprio medico o uno specialista della nutrizione.
